lampedusa

L’isola di Lampedusa ha una forma particolarmente allungata (circa 12 km, contro i soli 3 di larghezza).

La vegetazione è quella tipica mediterranea, ovvero molto brulla. Geologicamente appartiene all’Africa; inoltre, è più vicina alle coste tunisine che a quelle dell’Italia, e dista solamente 113 km dalle coste africane (la profondità massima che si osserva tra le due coste è di appena 120 m), la Sicilia (Porto Empedocle) dista invece 205 km. Il punto più alto dell’isola è “l’albero del sole”, situato a 133 m di altitudine.

Lampedusa è il punto ed il centro abitato più meridionale dello Stato italiano (il più settentrionale è Fonte della Roccia, frazione di Predoi, mentre il punto è la Vetta d’Italia), infatti è situata alla Latitudine di 35°30′ N, più a sud di Tunisi e Algeri.

Lampedusa, politicamente Italiana, geograficamente africana, offre così ai suoi visitatori un’immagine suggestiva che la rende unica in tutto il Mediterraneo; la più grande dell’arcipelago delle Pelagie (che comprende anche Linosa e Lampione) è l’isola più a sud d’Europa.

L’isola di Lampedusa offre una serie di belle spiagge bianche ed affascinanti come Cala Croce, Cala Madonna, Cala Greca e Cala Galera e, sull’altro lato, Cala Francese, Cala Calandra, Cala Pisana e Mare Morto.

Fama internazionale ha “l’isola dei conigli“, considerata una delle dieci spiagge più belle del mondo, raggiungibile a piedi. Deve il suo nome all’isolotto che la fronteggia, abitato in passato dai simpatici roditori. Oggi la zona è Riserva Naturale per proteggere la deposizione delle uova della tartaruga marina “caretta caretta”.

L'isola dei conigli . Lampedusa

L’isola dei conigli . Lampedusa

Le Isole Pelagie rappresentano il gioiello più meridionale del sistema nazionale delle aree marine protette italiane. Le Isole racchiudono, in un unico arcipelago tesori e caratteristiche ambientali che appartengono a due continenti distinti: l’Africa e l’Europa. Quasi un ponte attraverso il bacino del Mediterraneo, esse testimoniano l’interdipendenza delle dinamiche ecologiche dal quale non si può prescindere in nessun programma di protezione dell’ambiente.

La bianca Lampedusa, la nera Linosa e lo sperduto isolotto di Lampione, sede di attente politiche di tutela ambientale, rappresentano oggi un nuovo contributo alla sfida della sostenibilità in Italia. Il passaggio delle Balenottere comuni nell’area dell’arcipelago delle Pelagie è un evento stagionale che si ripete annualmente. Nel periodo che va da fine febbraio ad aprile a poca distanza dalla costa di Lampedusa e Linosa è facile avvistare individui in gruppi o solitari.

Questo ampio range temporale dimostra che l’arcipelago formato da Lampedusa, Linosa e Lampione, è una importante area di alimentazione invernale per questa specie minacciata d’estinzione.

La specie il cui nome scientifico è Balaenoptera physalus, è il più grande cetaceo presente nel Mediterraneo, un gigante di oltre 20 metri e 50 tonnellate di peso. Studi sulla distribuzione e sul numero di individui della balena comune stimano una popolazione di circa 3000 esemplari.

Le attività di monitoraggio dell’Area Marina Protetta “Isole Pelagie” sulle specie sensibili in questo periodo dell’anno si concentrano su questa specie considerata in pericolo d’estinzione e per ciò protetta da leggi nazionali e convenzioni internazionali.